Chiellini: "La verità su Conte e Cristiano Ronaldo". Poi l'aneddoto da brividi su Vialli
Giorgio Chiellini, ex calciatore della Juventus e della nazionale italiana, ha rilasciato alcune dichiarazioni.

"Un conto è giocare col sogno di vincere, un altro è giocare con la pressione di non perdere. C’è un abisso": queste le parole con cui Giorgio Chiellini ha iniziato l'intervista concessa a Gianluca Gazzoli per il podcast The BSMT. L'ex difensore della Juventus ha ricordato anche il periodo in cui ha lavorato con mister Antonio Conte e l'esperienza con Cristiano Ronaldo in squadra. Non è mancato inoltre un racconto da brividi sull'indimenticabile Gianluca Vialli.
Ecco alcuni passaggi dell'intervista: "Con Vialli c'eravamo già incrociati prima, ma mai così dentro. In quell’Europeo fu bello vedere la complementarità che c’era tra lui e Mancini: prima c’era stata in campo, poi in quell’esperienza. Roberto è una persona introversa, chiusa: parla quasi perché deve, ma Gianluca aveva una leadership innata, aveva un’abilità nel comunicare e nell’entrarti dentro che Roberto non ha a quel livello. Insieme erano perfetti. Mancini era l’allenatore, in questo caso Vialli era capo delegazione ma potevi dargli il ruolo che volevi. Aveva la capacità di entrarti nel cuore, di alzare ed abbassare la tensione facendo qualche battuta, ma sapeva anche fare il discorso motivazionale. Sono stati una coppia perfetta per tanti anni, lo porterò sempre nel mio cuore".
Poi un retroscena: "Racconto un aneddoto, che lì per lì mi ghiacciò ma poi ci ripensi… Ci rivedemmo dopo l’Europeo e gli dissi: ‘Voglio provare ad arrivare al Mondiale tra un anno e mezzo’, e lui mi rispose ‘Anch’io’… Lui ha saltato le feste delle celebrazioni a Roma dopo la vittoria dell’Europeo perché pur di stare vicino alla squadra aveva posticipato le cure che doveva avere a Londra, e quindi era andato lì. Se penso a quanto avrebbe voluto festeggiare con noi a Roma, in mezzo alla gente, e poi in albergo… Lui continua a vivere dentro di noi. Probabilmente dopo che ha scoperto della malattia, anche il sapere di non avere più tanto tempo per lasciare qualcosa in eredità ha contribuito a far sì che lui volesse lasciare il più possibile. Lui aveva lavorato a Sky, era stato uno dei primi volti: era una mente brillante e innovativa. Secondo me gli ultimi anni li ha dedicati, oltre alla famiglia, al cercare di lasciare qualcosa di più indelebile, e ci è riuscito".
Sull'approdo di Antonio Conte e in panchina: "Con lui avevo un buonissimo rapporto, ero uno dei suoi pretoriani. Ti entra dentro, facendoti vivere una realtà diversa: per lui saresti pronto a morire. È un sergente e ti chiede moltissimo tutti i giorni, quindi non è semplice, ma riesce a convincerti perché ti dimostra che in quel modo funziona, sia in campo che fuori. Ha fatto moltissimo, e son convinto che crescendo smusserà più di qualche angolo. Conte all'inizio della sua carriera era molto rigido, ma vive per il calcio: son convinto che ora sia fermo proprio per questo motivo, per staccare un po', ma mi auguro possa rientrare presto. Se tornerà alla Juve? Questo non lo so... (ride, ndr)".
Su Cristiano Ronaldo: "Essere il capitano della Juventus che aveva Crstiano Ronaldo è stato un onore, un'occasione unica. L'ho apprezzato: è una multinazionale, ma sta bene all'interno del gruppo. Certo non è come gli altri, non gli puoi chiedere se gli va di fare aperitivo in centro, ma quando necessario non è mai mancato, neppure alle cene di squadra. Lui è un tipo rispettoso, con una cura del corpo e una preparazione quasi maniacali".
Sulla Champions League: "Ronaldo vuole far gol, vincere, mi ha colpito proprio nelle partite più complicate: voleva spaccare il mondo e dimostrare di essere più forte di tutto il Real Madrid. Sicuramente siamo stati poco fortunati con gli infortuni, avevamo out Khedira, Dybala Manduzkic, Douglas Costa, e con l'Ajax perdemmo. Altrimenti sono sicuro che con lui saremmo riusciti ad arrivare fino in fondo, portandoci alla vittoria. Il livello globale della squadra successivamente è calato un po', e lui non poteva risolvere tutti i problemi da solo: era la ciliegina, ma aveva bisogno di una torta un po' più grande".
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